Intervista apparsa sul n. 61 della rivista
SCUOLA DI FUMETTO
http://scuoladifumetto.blogspot.com/
Lucarelli-
Sì, sicuramente. E' molto vicina come carattere
e anche come stile, nonostante la mia Nikita
sia nata negli anni '90 da uno che frequentava
le Nikite negli anni '80.
Il tuo rapporto con il fumetto? Autori che
ti hanno influenzato e personaggi preferiti
Smocovich- Sono un appassionato del fumetto ma non
sono un fan. Non sono un amante di saghe
lunghe o testate secolari, niente supereroi
o topolini e ranger con 50 anni sulle spalle
a meno che non siano riletti in chiave sarcastica
e stravolta. Però ho seguito con passione
la storia di Ken Parker e sono tra quelli
che vorrebbero sapere che fine ha fatto.
Mi sono divertito un sacco a leggere la saga
di XIII di Van Hamme e Sin City di Frank
Miller. Altre opere che mi sono piaciute:
V for Vendetta, Watchmen, La fiera degli
immortali, Persepolis, Maus, Arkham Asylum,
Undestanding Comics di Scott Mc Cloud...
Trovo eccezionale la trasposizione a fumetti
della Città di vetro di Paul Auster e m'è
piaciuta molto una miniserie che in italia
è uscita con il titolo Inferno che narra
della storia di Daimon Hellstrom.
Per il resto leggo e ho letto un po' di tutto
da Sprayliz a Bone, da Lo sconosciuto a Strangers
in Paradise e poi ancora... seguo più gli
autori che le serie saltando spesso da un'opera
all'altra. In tempi diversi ho seguito Carlos
Trillo, Andrea Pazienza, Magnus, Giancarlo
Berardi, Paola Barbato, mi piacciono molto
le storie inquietanti di Philippe Foerster
e il Canardo di Benoit Sokal... ma questa
mia parata di grandi opere del fumetto non
vuole assolutamente dire che Cornelio ambisce
a far parte dei classici del fumetto, Cornelio
è prima di tutto un divertimento degli autori
che vogliono coinvolgere i lettori in questo
loro spirito divertito, certo con professionalità,
impegno e serietà ma pur sempre un'opera
che vuole prima di tutto divertire.
Per quanto riguarda i disegni a 12 anni disegnavo
orrendamente delle storielle ambientate nella
mia classe e avevo creato delle strisce umoristiche,
poi mi sono divertito molto a copiare grandi
autori come Magnus, Pazienza e Manara e da
qualche parte devo avere ancora una cartellina
con queste "prove". Ma è dal '92
circa che non prendo una matita in mano,
come si suol dire, visto che in realtà copiavo
usando direttamente il pennarello. Ma ora
come allora ci tengo a precisare che copiavo,
non ricalcavo, facevo pratica e mi divertivo
però in realtà non sono mai riuscito a "inventare"
un disegno, partendo dalla mia testa, mi
sono sempre riferito a un disegno già esistente.
Lucarelli - Sono nato con Topolino ma sono passato
subito a Tex. Odiavo Diabolik e tenevo per
Ginko (perdeva sempre). Poi sono arrivati
gli autori (Pazienza, Pratt, il Magnus dello
Sconosciuto) e le serie come Dylan Dog o
Gea, solo per citarne un paio. Adesso quello
che attendo con più passione, anche per affinità
di genere, è Volto Nascosto, di Manfredi.
E qui ti volevo Carlo. Infatti in primavera
è uscito il tuo romanzo ambientato in Eritrea,
L'ottava vibrazione, e da ottobre è in edicola
Volto nascosto edito da Bonelli e creato
da Gianfranco Manfredi, serie ambientata
nello stesso periodo, e negli stessi luoghi,
durante le guerre coloniali italiane. Tu
e Manfredi vi siete parlati o, come penso,
a volte certe idee circolano nell'aria e
sono "assorbite" da persone diverse?
Lucarelli-
Circolano nell'aria. Nessuno dei due sapeva
dell'esistenza dell'altro.
Poi Manfredi ha letto da qualche parte che
stavo scrivendo quel romanzo e mi ha mandato
il fumetto (che era ancora al secondo numero)
dicendomi che stavamo facendo la stessa cosa.
Volto Nascosto mi piace molto ed è documentatissimo,
anche se le nostre storie sono molto diverse.
E' che l'idea di un Far West italiano come
l'epoca coloniale è un'ottima idea e uno
bravo come Manfredi non poteva farsela sfuggire.
Come credo sia successo a me.
Per Smocovich: come è nato il DizioNoir del
fumetto:?
Smocovich- Il DizioNoir del Fumetto é nato dalla commistione
di due miei interessi, il noir e il fumetto.
Nel 2006 ho curato il primo DizioNoir che
raccoglie 600 schede di autori di letteratura
noir, thriller, action, spy... e una trentina
di saggi che approfondiscono il significato
del termine noir nei vari media. Curando
la rivista telematica Thriller Magazine ho
bisogno di tenermi informato, oltre che per
gusto personale anche per lavoro, di quello
che succede nel campo del giallo, del thriller,
del noir, della narrativa criminale ma ogni
volta che cercavo una notizia riguardo un'opera
o un autore mi toccava girare delle ore per
internet, come se non stessi abbastanza tempo
davanti a un monitor che mi spara la sua
luce negli occhi!
Essendo un bibliomane mi dava ai nervi che
non ci fosse qualche enciclopedia o dizionario
che raccogliesse i nomi più importanti del
genere noir su carta e così mi è venuto in
mente di organizzarla io un'opera simile
e ho raccolto attorno a me rinomate firme
importanti del settore. Per il DizioNoir
del Fumetto ho seguito lo stesso schema e,
affiancato da Elio Marracci che ha "reclutato"
la maggior parte degli esperti presenti nel
volume, ho portato avanti il progetto dei
dizionoir. In effetti ora si può parlare
davvero di un progetto a lungo raggio visto
che a breve uscirà un altro DizioNoir sugli
autori italiani di narrativa gialla e noir
e sto già pensando a un altro DizioNoir tematico,
forse per l'anno prossimo. Nel DizioNoir
fumetto ci sono Luigi Bernardi, Tito Faraci,
Andrea Baricordi... ma mi è impossibile ora
nominarli tutti, non me ne vogliano (c'è
anche l'intervistatore… NdR) sono una quarantina
di esperti e appassionati italiani del fumetto
e del noir!
Da dove deriva la tua passione per il noir?
Lucarelli- Dai noir letti e visti al cinema e in televisione.
E' come per i lettori, incontri una bella
storia raccontata in un bel modo e hai voglia
di sentirne ancora. Per me è stato l'hard
boiled di Chandler e di Scerbanenco letto
da ragazzino, i film di Hitchcock e anche
l'horror televisivo di Belfagor e del Segno
del Comando, quando ancora la fiction si
chiama "sceneggiato televisivo".
Smocovich- Dall'interesse che ho verso il lato oscuro
della mente. Leggo molta saggistica in realtà
e poca narrativa. Mi nutro sostanzialmente
di saggi che trattano argomenti che hanno
a che fare con il comportamento umano che
trovo sempre piu spesso bestiale più che
animale. Per fare una battuta posso dire
che sono un misantropo socievole, leggere
di criminali e persone turbate psicologicamente
mi fa apprezzare molto di più l'umanità che
incontro giornalmente. Il noir riesce a scandagliare
la parte oscura della realtà, ci accompagna
nei vicoli bui della mente umana e dei suoi
comportamenti in campo sociale.
Ormai noir è un termine abusato: giorni fa
alla presentazione di un libro della simpatica
Margherita Oggero (quella dei libri della
profia torinese interpretati in tv da Veronica
Pivetti) e la presentatrice gli ha definiti
noir (cosa che certo non sono...), la tua
definizione di noir?
Lucarelli - Non ce l'ho più e devo rielaborarne una
più moderna. Una volta avrei parlato di mistero,
di metà oscura delle cose, di atmosfera disperata,
di tensione, inquietudine e contraddizione.
Adesso sento che mi mancano alcune cose.
Mentre tu Mauro dovresti avercela, visto
che sei reduce dal DizioNoir…
Smocovich- Senza voler riscrivere qui il DizioNoir,
penso che il noir sia uno stato mentale.
Il noir è un'atmosfera, uno stato d'animo.
Tecnicamente il termine è stato usato per
la prima volta in Francia per definire alcuni
film americani poi si è evoluto e ampliato,
è approdato alla prestigiosa Serie Noire
della Gallimard e ha seguito un suo percorso.
Ma anche in Francia con noir si può parlare
di romanzi di fine ottocento o di hardboiled,
in realtà il noir che noi definiamo francese
lì lo chiamano NeoPolar. In realtà il termine
noir è usato in maniera diversa nei vari
Paesi. Ultimamente in Italia è usato molto.
In Francia se dicono "noir" è come
dire "nero" in Italia. Sembra scontato
e banale ma non lo è, perché se dico "romanzo
nero" in Italia (cosa che tra l'altro
esiste anche qui dalla fine dell'800) non
ho lo stesso effetto se dico "romanzo
noir" (sarà che fa più chic?). Il noir
dovrebbe vedere le cose dal punto di vista
di chi cade nell'abisso senza riscatto, è
il punto di vista di Caino, un viaggio nei
meandri della mente, con atmosfere cupe,
vicoli bui, strade bagnate dalla pioggia,
sporcizia, degrado, i personaggi non sono
mai nettamente dalla parte del bene o del
male, tutto è sporcato dall'oscurità. La
scrittura e la critica italiana spesso paragonano
quel che c'è in Italia con quello che c'è
all'estero e questo va bene se non ci si
sente costantemente minori o in difetto.
Gli appassionati di James Ellroy e di Leo
Malet o Manchette o Izzo, si lamentano spesso
di non ritrovare in Italia quel tipo di noir...
ma perché in Italia non possiamo goderci
tranquillamente i nostri Carlotto, Lucarelli,
De Cataldo? In Italia il fenomeno del noir
è completamente diverso da quello estero.
Se mi piace Ellroy non è detto che Carlotto
debba scrivere come Ellroy, leggerò Ellroy
e leggerò Carlotto apprezzando le loro caratteristiche.
Almeno io la penso così. Noir in Italia è
l'etichetta di una maglietta scura che viene
passata da uno scrittore all'altro e nell'uso
e nel lavaggio in lavatrice è rimasta attaccata
sul vestito che nel frattempo ha mischiato
il suo colore con il colore degli altri capi.
Come è successo con il termine Giallo (tra
l'altro prettamente italiano) il termine
Noir in Italia è stato modellato come plastilina
e si è commistionato ad altri generi letterari.
Per me è una buona cosa per altri forse no.
Chiudiamo con Carlo: hai scritto il soggetto
della storia di Dylan Dog La strada verso
il nulla (n.153, sceneggiatura di Tiziano
Sclavi creatore del personaggio, disegni
di Giovanni Freghieri NdR), ma non la sceneggiatura:
come mai? Perché una sceneggiatura e' diversa
da un romanzo? Se non sbaglio, esiste un
tuo soggetto di Dylan ancora inedito: su
un vampiro o un altro essere soprannaturale
mi sembra…
Lucarelli- Ho scritto solo il soggetto perché per me
scrivere sceneggiature per fumetto non è
per niente facile (come di solito sembra
a chi non le fa). Avevo scritto il soggetto,
poi ci stavo mettendo tanto tempo a fare
il resto che Sclavi mi ha telefonato e mi
ha detto "ti dispiace se la faccio io?".
Per me è stato un onore ed è venuta sicuramente
meglio di come l'avrei potuta fare io. C'è
un altro soggetto, infatti, ma non parlava
di un vampiro. Era la storia di un Angelo
della Morte che esce da una chiesa della
Normandia (dove c'è una statua così) e poi...
altro non dico perché spero che qualcuno
faccia la sceneggiatura.
BOX VARI
Carlo Lucarelli
Nato a Parma nel 1960 e residente a Mordano
(BO). Il suo primo romanzo è il giallo Carta
bianca, del 1990, nel quale fa il suo esordio
il commissario De Luca, poi protagonista
di quattro film tv.
In breve tempo diventa uno dei più affermati
scrittori italiani di gialli (anzi di noir,
vedi intervista), creando personaggi come
il sovraintendente Coliandro (creato nei
primi anni Novanta, il suo romanzo di debutto
è Falange armata), destinato ad apparire
anche nei fumetti e in televisione, con due
miniserie tv firmate dai Manetti Bros.
Coliandro, poliziotto che vuole fare Clint
Eastwood ma non lo è, che perde anche quando
vince e vince perdendo, è un personaggio
tipicamente italiano.
Importante anche la serie con l'ispettore
Grazia Negro, che appare in Almost Blue (1997),
uno dei suoi libri migliori.
Dal 1998 Lucarelli diventa conduttore televisivo
(Blu notte - Misteri Italiani) e la sua immagine
nerovestita diventa una autentica icona,
parodiata da Fabio De Luigi.
Di recente è uscito il romanzo L'ottava vibrazione
(Einaudi) ambientato a fine Ottocento nell'Eritrea
colonia italiana, poco prima della celebre
disfatta di Adua.
Mauro Smocovich
Pescara, 1966. Scrittore e saggista. Curatore
della rivista telematica ThrillerMagazine.it,
dei DizioNoir (enciclopedie riguardanti il
noir e il thriller editi dalla Delos Books),
i siti e i blog ufficiali di Carlo Lucarelli
e Valerio Varesi. Ha scritto un romanzo e
diversi racconti rintracciabili su internet.
Con Sacha Rosel ha fondato il sito I pinguini
nel sottoscala (ipinguini.com). Ha partecipato
alle antologie Borsalino (Robin) e Generazioni
(L'Ancora del Mediterraneo).
Trovate gli autori su:
carlolucarelli.net
carlolucarelli.splinder.com
maurosmocovich.splinder.com
giuseppedibernardo.splinder.com
Mentre Cornelio (con anche succose anteprime)
è qui:
cornelio.biz
starcomics.com/cornelio
E Vanessa:
myspace.com/ragninellatesta